Gmobi la app che ruba i dati

Gmobi la app che ti spia

Il Wall Street Journal ha pubblicato una sconcertante rivelazione in merito ad alcuni telefoni a basso costo venduti nei paesi in via di sviluppo che pare contengano delle app preinstallate che in segreto si impossessano dei dati degli utenti, l’articolo ha svelato che l’applicazione più “colpevole” di spionaggio sarebbe quella chiamata GMobi; questa applicazione invia dati a una società pubblicitaria di Taipei, che raccoglie questi dati per indirizzare a tutti gli utenti degli annunci. L’app pirata è stata affettivamente trovata su diversi smartphone venduti dall’OEM Singtech di Singapore, in Myanmar, e in Cambogia; ma non solo questa app ruba dati è stata scoperta anche anche su dispositivi che sono stati venduti in Brasile, in India in Cina e in Venezuela.

Controlli rivelatori

I test di controllo su questa app fantasma sono stati effettuati dalla Upstream Systems, un’azienda di marketing mobile. Nel corso dei test l’app GMobi ha inviato numeri e indirizzi e dati per la localizzazione ai server di Singapore; è emerso che questa app denominata GMobi supporta oltre 2.000 dispositivi Android per un totale di ben 150 milioni di utenti. Il polverone scatenato da questa rivelazione è stato però contrastato dalle dichiarazioni del CEO di GMobi, tale Paul Wu che ha dichiarato che la sua azienda ha agito con il benestare dei brand che hanno accordato il permesso installare la sua app sui telefoni, ma solo per poter inviare agli utenti tutti gli aggiornamenti software gratuiti; Wu ha quindi negato che ci siano state violazioni in merito all’invio dei dati.

La dichiarazione integrale pubblicata dal Wall Street Journal

– “La taiwanese GMobi, con quartier generale a Shangai, avrebbe dichiarato di utilizzare i dati per mostrare agli utenti annunci pubblicitari mirati sui dispositivi mobili. In alcune occasioni avrebbero anche condiviso i dati con i produttori di smartphone stessi per aiutarli a comprendere le abitudini di utilizzo dei propri consumatori. Molte applicazioni che utilizziamo quotidianamente sul nostro smartphone raccolgono informazioni come i contatti o la posizione ma gli utenti sono consapevoli di questo perché sono chiamati ad accettare queste condizioni al momento dell’installazione, oltre a poter disinstallare l’applicazione in ogni momento. Il software GMobi giunge invece pre-installato al momento dell’acquisto e non può essere rimosso se non con una procedura molto elaborata GMobi elenca decine di produttori di smartphone come partner sul proprio sito Web, tra cui Huawei, Xiaomi e BLU; ma tutte e tre le aziende hanno negato di aver collaborato con la Gmobi.- “

Acquisti qualificati

Un grosso problema che si affaccia quindi un tutto il Mondo e non da adesso purtroppo; i metodi con i quali le aziende raccolgono e utilizzano i dati degli utenti negli ultimi mesi hanno sollevato i temi legati alla tutela della privacy, a cominciare dalle pratiche di Facebook investigate nel Regno Unito in America e nell’UE. Senza contare che di recente sono emerse polemiche sulle abitudini di Google di fornire a terze parti l’accesso ai contenuti di posta elettronica degli utenti di tutto il Mondo; a discapito soprattutto dei Paesi meno protetti in merito al trattamento dei dati; comperare oggi uno smartphone deve essere una scelta sicura e consapevole effettuata presso rivenditori certificati e qualificati come ad esempio uno store che vende prodotti di alta qualità, e che è in grado di assistere il cliente in caso di  iphone SE sbloccato apple , ha blindato i suoi dispositivi come ben sappiamo, e quindi spesso è necessario il supporto per lo sblocco degli stessi,  i contenuti sono cifrati e solo il proprietario possiede le credenziali per l’accesso.

 

 

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